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SS. Pietro e Paolo Castelleone di Suasa (AN) |
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Parrocchia
SS. Pietro e Paolo
Castelleone
di Suasa (AN)
Piazza
Livia della Rovere n. 5 - Diocesi di Senigallia
B
E N V E N U T I
| orario invernale |
orario estivo |
|
| prefestivo | 17.30 | 18.00 |
| festivo | 8.30 - 11.00 - 17.30 | 8.30 - 11.00 - 18.00 |
| feriale | 8.00
lun-mar-mer-ven
(19.00 il solo giovedì ) |
8.00
lun-mar-mer-ven (19.00 il solo giovedì ) |
Da duemila anni, ad ogni Natale noi
ci scambiamo gli auguri
perché avvertiamo che la tua Nascita è anche la nostra nascita, la
nascita
della Speranza, la nascita dell’Amore, la nascita
di Dio nella grotta della nostra povertà. Però – quanto mi
dispiace doverlo riconoscere! – il tuo Natale! Il tuo Natale è
minacciato da un
falso natale, che prepotentemente ci invade e ci insidia e ci
narcotizza fino al
punto di non vedere più e non sentire più il richiamo del vero Natale:
il tuo
Natale! Quante luci riempiono le vie e le vetrine in questo periodo! Ma
la
gente sa che la Luce sei Tu? E se interiormente gli uomini restano al
buio, a che
serve addobbare la notte con variopinte luminarie? Non è una beffa, o
Gesù? Non
è un tradimento del Natale? Queste domande, caro Gesù, si affollano nel
mio
cuore e diventano un invito forte alla conversione. E noi cristiani
mandiamo luce
con la nostra vita? E le famiglie e le parrocchie assomigliano
veramente a Betlemme?
Si vede la stella cometa della testimonianza della vita abitata e
trasformata
dalla Tua Presenza? Questi interrogativi non possiamo, non vogliamo,
non dobbiamo
evitarli se vogliamo vivere un autentico Natale.
Dalle case e dai luoghi di divertimenti, in questi giorni, escono
musiche che vorrebbero essere invito alla gioia. Ma di quale gioia si
tratta?
Gli uomini hanno scambiato il piacere con la gioia: quale
mistificazione! Il piacere
è il solletico della carne e, pertanto, sparisce subito e va
continuamente e insaziabilmente
ripetuto; la gioia, invece, è il fremito dell’anima che giunge a
Betlemme e vede
Dio e resta affascinata e coinvolta nella festa dell’Amore puro.
Sarà questa la nostra gioia, sarà questo il nostro Natale?
Gesù, come vorrei che fosse così!
Ma c’è un altro pensiero che mi turba e mi fa sentire tanto
distante il nostro natale dal tuo Natale. A Natale, o Gesù, Tu non hai
fatto il
cenone e non hai prenotato una stanza in un lussuoso albergo di una
rinomata
stazione sciistica. Tu sei nato povero. Tu hai scelto l’umiltà di una
grotta e le
braccia di Maria (la “poverella” amava chiamarla Francesco d’Assisi, un
grande esperto
del Natale vero!).
Come sarebbe bello se a Natale, invece di riempire le case di
cose inutili, le svuotassimo per condividere con chi non ha, per fare
l’esperienza
meravigliosa del dono, per vivere il Natale insieme a Te, o Gesù!
Questo sarebbe
il regalo natalizio!
A questo punto io ti auguro ancora, con tutto il cuore, buon
compleanno, Gesù! Ma ho paura che la tua Festa non sia la nostra festa.
Cambiaci
il cuore, o Gesù, affinché noi diventiamo Betlemme e gustiamo la gioia
del tuo
Natale con Maria, con Giuseppe, con i pastori, con Francesco d’Assisi,
con Papa
Giovanni, con Maria Teresa di Calcutta e con tante anime che, con il
cuore, hanno
preso domicilio a Betlemme. Buon Natale a tutti… ma ora sapete di quale
Natale
intendo parlare.”
Credo davvero che interpreti il
pensiero di ogni cristiano e
che ci faccia riflettere su cosa sia veramente importante guardare.
Questo
tempo di crisi economica, non diventi un tempo di crisi anche per i
valori, che
sempre e comunque devono prevalere a favore di ogni uomo. Il Signore
che è
venuto e tornerà alla fine dei tempi, che è sempre l’Emmanuele – il Dio
con noi
– ci accompagni verso giorni belli e sereni e ci faccia portatori della
buona notizia
a quanti ancora non la conoscono fino in fondo, uniti nel cammino
Sinodale
Diocesano perché “diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito”.
Buon Natale…
Don Giacomo


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